G. Verdi Aida – Curiosità Trama e Libretto

AIDA chiuderà la carriera del Maestro? …

Lo sapevate che…?

  1. Curiosità

Verdi non ha mai scritto per spiegare le sue idee. Sono le migliaia di lettere che ci ha lasciato a raccontarci il suo pensiero. A proposito di AIDA, dice che il segreto, in fondo, è molto semplice: basta” inventare il vero”. E poi, s’intende, bisogna stare attenti alla “parola scenica”, senza preoccuparsi di non fare né poesia né musica. Il teatro ha le sue esigenze. Parole che sgorgano dalla penna di Verdi per Aida, ma che valgono per ogni sua opera.

     2.Curiosità

Con AIDA, il kédivé d’Egitto Ismail Pascià, voleva onorare un nuovo teatro, l’Opera del Cairo, aperto il 6 novembre 1869, pochi giorni prima dell’inaugurazione del Canale di Suez, il 17 novembre. L’Opera del Cairo era un teatro a palchi, all’europea, o all’italiana, con ottocentocinquanta posti, uguale a tanti altri, almeno per noi; ma con una sua particolarità: il palco dell’harem del kédivé, di proscenio, di fronte a quello del kédivé stesso.

Lo costruirono in pochi mesi e costò la vita ad almeno dieci operai, morti per insolazione durante i lavori.

3.Curiosità

Per AIDA, con una richiesta che egli stesso definì “secca come una cambiale”, Verdi ottenne da Ismail Pascià 150.000 franchi francesi, una cifra enorme, pari a circa un miliardo delle vecchie lire. Con quella somma egli assumeva alcuni obblighi:

“1) Farò fare il libretto a mie spese;

  2) Manderò pure a mie spese persona a concertare e dirigere l’opera al Cairo;

  3) Manderò copia dello spartito e lascierò l’assoluta proprietà del libretto e della musica per solo regno d’Egitto, ritenendo per me la proprietà del libretto e della musica per tutte le altre parti del mondo”.

4.Curiosità

Per la prima europea alla Scala, dell’8 febbraio 1872, Verdi rimase a S. Agata, ma seguì l’allestimento, con particolare cura alla protagonista, la sua amica Teresa Stolz, alla quale doveva insegnare tra l’altro l’aria “O cieli azzurri”. Per la Scala preparò anche una Sinfonia, ma non gli piacque e non ne volle più sapere, anche perché la riteneva semplicemente

” pleonastica”.

AIDA cominciò a girare il mondo e Verdi disse che con AIDA avrebbe finito la sua carriera.

Ma, evidentemente, cambiò idea….

A cura di Mirella Mostarda

Trama

ATTO I

  • Scena I: Sala del palazzo del re a Menfi.

Durante una spedizione militare contro l’Etiopia, i soldati egizi catturano la principessa Aida e, ignorando la sua vera identità, la portano a Menfi e la mettono in schiavitù.
Suo padre – il Re di Etiopia Amonasro – organizza un’incursione per liberarla e ricondurla a casa. Non sa che sua figlia si è innamorata da subito del giovane guerriero Radamès, che ricambia questo suo sentimento.
Purtroppo anche Amneris, figlia del Re d’Egitto, si è invaghita del giovane soldato. Amneris intuisce subito che possa esserci qualcosa tra la giovane schiava e il suo amato; cerca così subdolamente di consolare Aida, con lo scopo di scoprire qualcosa in più.
Il Re apprende le ultime notizie dal confine: l’esercito Etiope sta marciando contro l’Egitto. A Radamès viene concesso il rango di capitano dell’esercito egizio, con il compito preciso di fermare l’avanzata dell’esercito di Amonasro.
Aida è divisa tra l’amore per la Patria e l’amore verso il suo Radamès.

  • Scena II: Interno del tempio di Vulcano a Menfi.

Durante una solenne cerimonia, Radamès viene investito del grado di comandante in capo.

ATTO II

  • Scena I: Una sala nell’appartamento di Amneris.

Amneris riceve nelle sue stanze la schiava Aida; con malizia finge che Radamès sia morto in battaglia per spingerla a dichiarare il suo amore per lui. L’inganno di Amneris funziona e la reazione involontaria di Aida la tradisce, rivelando i suoi sentimenti.
A questo punto anche Amneris mette le carte in tavola e dichiara il suo amore per Radamès. Come potrebbe un’umile schiava competere con figlia del Faraone? Mossa da orgoglio Aida svela la sua vera identità di figlia del Re Etiope.
Dal fronte arrivano notizie di vittorie e Amneris costringe Aida ad assistere al trionfo dell’Egitto e alla sconfitta del suo popolo.

  • Scena II: Uno degli ingressi della città di Tebe.

Una marcia trionfale accoglie il ritorno vittorioso di Radamès. Come ricompensa, il Re gli concede qualsiasi cosa desideri. I prigionieri etiopi sono condotti al cospetto del Re; tra di loro c’è anche Amonasro. Aida corre a ricongiungersi con il padre, tuttavia le loro vere identità rimangono ancora sconosciute agli egizi. Il Re Etiope è infatti dato per morto in battaglia.
Radamès, per amore di Aida, utilizza del desiderio offertogli dal Re per chiedere il rilascio di tutti i prigionieri.
Il Re, pieno di gratitudine verso Radamès, lo dichiara suo successore al trono, offrendogli la mano di Amneris.
Tutti i prigionieri etiopi vengono rilasciati tranne Aida e Amonasro, trattenuti su consiglio del sommo sacerdote Ramfis, per evitare che gli etiopi cerchino vendetta alla loro recente sconfitta.

ATTO III

  • Scena: Le rive del Nilo, nelle vicinanze del Tempio di Iside.

Amonasro, durante la sua prigionia, cerca di aiutare la sua Patria: costringe infatti sua figlia Aida a raccogliere informazioni sulla posizione dell’esercito egizio direttamente da Radamès.
Radamès, che pur avendo accettato la mano di Amneris e il trono d’Egitto prova ancora dei sentimenti per Aida, fidandosi di lei, le confida le informazioni richieste dal padre.
Amonasro e Aida riescono infine a fuggire; solo allora la loro vera identità viene scoperta. Radamès, disperato per aver involontariamente tradito la sua Patria, si consegna prigioniero al sommo sacerdote Ramfis.

ATTO IV

  • Scena I: Sala nel palazzo del Re.

Amneris, sapendo che Radamès è innocente, lo supplica di discolparsi. Ma egli si rifiuta, condannandosi per l’incauto gesto.
Durante il processo, egli tace, non pronunciando una sola parola in propria difesa. Amneris si appella alla pietà dei Sacerdoti, ma nonostante il suo accorato appello, Radamès viene condannato a morte per alto tradimento e portato via.

  • Scena II: L’interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamès; la scena è divisa in due piani: il piano superiore rappresenta l’interno del tempio splendente d’oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo.

La condanna prevede che Radamès sia sepolto vivo. Radamès crede di essere solo nella sua cripta, ma poco dopo si accorge che Aida si è nascosta lì, per poter morire insieme a lui. I due amanti confermano l’amore reciproco e accettano il loro triste destino.
Mentre attendono che l’alba porti via le loro pene, Amneris piange e prega sopra la loro tomba.